LORIS MAZZETTI
“Dei Diritti e delle Sere”
Montecchio Emilia (RE) 8 aprile 2011, ore 21

Massimiliano Panarri intervista Loris MazzettiCon la gradita partecipazione del sindaco Paolo Colli • Un evento Epoché ArtEventi in collaborazione con Arci Solidarietà e i circoli Arci di Reggio Emilia • Ingresso gratuito

Circolo Bainait
Piazza Repubblica, 13
Montecchio Emilia

“La vicenda di Fazio mi rammenta quella di Enzo Biagi, che prima dell’editto bulgaro fu, strategicamente, lasciato solo… Perché la Rai non difende le proprie risorse? I vari Belpietro, che sono presenti in tutti i programmi di approfondimento, hanno anche un secondo obiettivo: convincere il telespettatore della necessità di privatizzare la Rai come previsto nella legge Gasparri”. In compagnia di uno dei più interessanti protagonisti del giornalismo italiano, regista e curatore di storici programmi televisivi da “il Fatto” di Enzo Biagi al recente “Vieni via con me” parleremo di informazione e di giornalismo “all’italiana”, del ruolo dei media e della “TV di stato”.

“Dei Diritti e delle Sere” — “E’ dedicata all’informazione l’ultimo appuntamento della rassegna Dei Diritti e delle Sere, coopromossa da Arci Solidarietà e dai circoli Arci di Reggio Emilia. Alle 21 di venerdì 8 aprile al circolo Bainait di Montecchio graditissimo ospite sarà Loris Mazzetti, giornalista e capostruttura Rai, collaboratore di Enzo Biagi e curatore di molti programmi di Fabio Fazio tra cui l’ultimo successo “Vieni Via con Me”.

Loris Mazzetti, intervistato dal giornalista e scrittore Massimiliano Panarari, affronterà il tema del giornalismo “all’italiana”, del ruolo dei media e della tv di stato. Nel corso della serata interverrà anche il sindaco di Montecchio Paolo Colli.
Mazzetti ha più volte denunciato con coraggio i vincoli alla libertà di informazione imposti ai giornalisti della televisione pubblica (dietro il filo spinato nella trasmissione-manifestazione Raiperunanotte diretta da Michele Santoro e nei suoi libri «Il libro nero della Rai» e «La macchina delle bugie»); piú volte, infatti, è stato ripreso – e sospeso – dai vertici Rai per aver condannato le azioni volte a limitare la libertà di espressione e di opinione diventando così un vero simbolo di opposizione pacifica, ma non trattabile, alle ingiustizie nel mondo dell’informazione.

“La vicenda di Fazio mi rammenta quella di Enzo Biagi – ha detto Mazzetti – che prima dell’editto bulgaro fu, strategicamente, lasciato solo… Perché la Rai non difende le proprie risorse? I vari Belpietro, che sono presenti in tutti i programmi di approfondimento, hanno anche un secondo obiettivo: convincere il telespettatore della necessità di privatizzare la Rai come previsto nella legge Gasparri”.

L’asservimento della Rai al potere politico dominante è uno degli elementi del disastro. I partiti hanno sempre allungato le mani sull’informazione del servizio pubblico, sia chiaro, ma mai in modo così unilaterale e arrogante, in un quadro di così grave concentrazione dei poteri. Non c’è nemmeno più bisogno della censura, ognuno conosce perfettamente il limite della libertà tollerata. Campagne di diffamazione e minacce di repulisti di tanto in tanto aiutano a ricordare chi comanda. Dai palinsesti sono quasi sparite le inchieste e i telegiornali si dividono fra dichiarazioni di portavoce di partito e cronaca d’evasione, nera o rosa. Pochissimi dentro la Rai possono permettersi il lusso di tenere la schiena dritta”.

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