SEGNI (E) PARTICOLARI

INCONTRO CON ALBERTO PATRUCCO E ANDREA MIRO’

cdCD – SEGNI (E) PARTICOLARI

Alberto Patrucco e Andrea Miro’
cantano
Georges Brassens
con
Ale e Franz
Eugenio Finardi
Ricky Gianco
Enzo Iacchetti
Enrico Ruggeri

Segni (e) particolari è il frutto dell’emozionante percorso compiuto da Alberto Patrucco tra le parole e la musica di Georges Brassens, il più raffinato cantautore francese del secolo scorso, un artista unico, dotato di genialità e ironia senza eguali.
Il progetto si compone di tredici brani, per lo più mai tradotti in italiano prima d’ora e preservati nei loro contenuti da una traduzione accurata che ne ha salvaguardato poesia, sostanza e incisività, col consenso degli eredi di Brassens.
Dall’originaria proposta minimalista propria dell’autore – voce, chitarra e contrabbasso – si passa, senza travisamenti, a una lettura musicale più articolata e ampia curata da Andrea Miro’, elegante cantautrice, musicista e direttrice d’orchestra e Daniele Caldarini, storico musicista di riferimento di Alberto Patrucco che da anni affianca il percorso di ricerca brassensiano.
I brani sono stati eseguiti coinvolgendo nell’interpretazione alcuni dei più significativi esponenti della canzone d’autore (Enrico Ruggeri, Eugenio Finardi, Ricky Gianco), del teatro canzone (Enzo Iacchetti) e della comicità di classe (Ale e Franz).
Nell’intera produzione ha suonato un ampio gruppo di musicisti, da anni, tra i nomi più noti e assidui nell’ambito della canzone d’autore in Italia. Una pluralità di prestigiosi esecutori che, grazie ad arrangiamenti freschi e originali, interpretano i brani dell’album restituendo la profondità musicale (forse mai adeguatamente riconosciuta) insita nell’opera di Brassens.
Ne scaturisce un insieme di suoni e colori inusuale, per quello che può considerarsi un viaggio alla ricerca di quei piccoli tesori presenti nell’opera di questo straordinario autore. Un percorso che mette in risalto, nonostante in taluni casi le canzoni originali siano state scritte più di mezzo secolo fa, una sorprendente sintonia col presente. Un punto d’equilibrio inaspettatamente attuale, il cui fulcro può essere individuato nell’immutabile incongruenza della società.
Niente celebrazioni, quindi, bensì un’inderogabile necessità: far conoscere, in taluni casi riscoprire, emozioni forse dimenticate o semplicemente perse di vista.