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LO SGUARDO DEL CAPITANO
Il significato di essere eroi

 

di e con Paolo Colombo

disegni dal vivo di Michele Tranquillini

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È beato il popolo che non ha bisogno di eroi,
è fortunato il popolo che li sa scegliere, i propri eroi.

 

Lo sguardo del capitano è una storia che ci porta ai confini estremi della Terra e dell’animo umano, dove il coraggio si misura non nel successo, ma nella resilienza e nella capacità di visione.

In scena, la voce di Paolo Colombo ci accompagna attraverso l’incredibile odissea di Ernest Shackleton tra i ghiacci dell’Antartide, con le suggestioni visive dei disegni dal vivo di Michele Tranquillini.

Partito per una spedizione che avrebbe dovuto entrare nella storia, Shackleton si ritrova invece prigioniero di un deserto bianco, lontano da tutto e da tutti. Decide allora che c’è un unico obiettivo da perseguire: salvare i suoi compagni e riportarli a casa.

Tra il crepitare del ghiaccio che si spezza, il silenzio assoluto della notte polare e il respiro della tempesta, prende forma il ritratto di un capitano che non abdica mai alla speranza.

Uno spettacolo di parola e di presenza, che restituisce la voce a un uomo capace di trasformare il fallimento in leggenda, la paura in forza, la solitudine in guida.

Lo sguardo del capitano diventa così una riflessione epica sulla leadership, sull’etica del comando e sulla fragile, potentissima umanità che tiene insieme gli uomini anche quando tutto sembra perduto. Soprattutto quando tutto sembra perduto.