Paolo Rossi e Vincenzo Costantino ‘Cinaski’ proposta spettacolo

Storie di giorni dispari

di e con Paolo Rossi e Vincenzo Costantino ‘Cinaski’

al pianoforte Mell Morcone

Un po’ recital, un po’ concerto,  due vite a confronto; un’ amicizia sul piatto dei ricordi. Tutto all’insegna dell’improvvisazione, di strada percorsa tra emozioni poetiche, sorrisi e sane risate. Paolo Rossi e Vincenzo Costantino giocano a macinare sogni, spacciare l’attimo, andare sottopelle senza prendersi mai troppo sul serio. Prendersi in giro anche raccontando la vita degli altri.
“La strada è stata amica e ogni tanto occorre restituire. Amiamo i giorni dispari , perchè amiamo le differenze. L’improvviso, come l’inatteso fa la differenza. Buon ascolto”.  Paolo e Vincenzo

Costantino, in arte Cinaski in omaggio al celebre alter-ego di Charles Bukowski, suo fratello letterario, ha spiegato subito la divisione della loro performance in parte triste, curata da lui, e in divertente, affidata a Paolo Rossi. “Io vi colpisco al cuore, Paolo alla pancia”.
I racconti di Cinaski sono coinvolgenti, amari, sarcastici, narrati e cantati attraverso l’accompagnamento al piano di Morcone. “Parliamo di storie dispari perché ci piacciono le differenze”. Come la storia della lezione di poesia in cui ha posato un vaso di vetro vuoto di fronte alle facce incuriosite dei suoi allievi. Ha estratto dalla sua borsa di pelle un vaso di vetro in cui ha inserito alcuni sassi di mare. Riempiendolo fino all’orlo, ha chiesto ai ragazzi se fosse pieno e gli hanno risposto di sì. “Siete in errore”, li ha avvisati. Allora, ha preso del riso arboreo e l’ha messo nel vaso, scuotendolo delicatamente. Ha chiesto di nuovo se fosse pieno e hanno dato risposta positiva. “Errate ancora”. Poi, ha afferrato una manciata di sabbia di Sardegna e l’ha versata nel vaso. Ha rifatto la domanda e gli allievi hanno confermato la risposta. “Errore”. Infine ha tirato fuori due lattine di birra e l’ha versate nel vaso, inzuppando tutta la sabbia. I ragazzi si sono messi a ridere. Ha aspettato il silenzio per spiegare: “Questo vaso rappresenta la vostra vita. I sassi sono le cose fondamentali, la famiglia, gli amici, la salute. Il riso rappresenta le cose importanti, il lavoro o la casa. La sabbia invece è tutto il resto, le ca***te. Se nel vaso metto prima la sabbia non ci sarà più spazio per i sassi ed il riso. Nello stesso modo se dedicate tutto il vostro tempo alle c****te, non avete spazio per le cose fondamentali ed importanti. In buona sostanza, abbiate cura dei sassi, il resto è solo sabbia”. Uno dei ragazzi, gli ha chiesto quindi: “Scusa, Cinaski, ma la birra cosa rappresenta?” L’uomo ha allargato le braccia e ha detto: “Era solo per dimostrarvi che per quanto piena possa essere la vostra vita, c’è sempre spazio per un paio di birre”.

Oltre alle storie, Costantino parla e canta di Milano, una città che non capisce ma proprio per questo ama. Il pubblico ha partecipato molto con battiti di mano e schiocco di dita per scandire il tempo. Cinaski ha recitato poesie irriverenti e rivelatrici di una realtà nuda e cruda, tra cui una nuova “Facciamoci Bene”, che sarà presente nel suo prossimo libro.
Il poeta e il comico Rossi si sono dati spesso il cambio, in un’alternanza insolita di sarcastica poesia e follia allo stato puro. Rossi si è esibito un miscuglio di lingue straniere no sense, improvvisazione, espedienti da cabaret, canzoni in stile ironico e buffo. Commenti, discorsi col pubblico, piacevolmente ‘costretto’ ad interagire con lui. Ad un certo punto ha anche “rubato” per scherzo la macchina fotografica professionale del fotografo di un giornale locale. “Io improvviso molto perché sono stanco di recitare. Mi sono accorto ultimamente che là fuori ormai recitano tutti meglio di noi (attori, ndr)“. La platea si è abbandonata ad una serie di risate a raffica per la stupefacente abilità satirica e mimica di Rossi, anche quando risulta incomprensibile ai più con il suo linguaggio inventato in inglese, francese, spagnolo, portoghese. Tramite una metafora tra Lucio Battisti, Francesco Guccini e Fabrizio De André ha fatto sottintendere che la musica è senza partito, così come lo sono le persone che l’ascoltano.
Il duo ha concesso un bis lungo e generoso, invitando tutti alla fine ad andare a mangiare e bere con loro.

Donatella Rosetti



Paolo Rossi, natio di Monfalcone ma milanese d’adozione, è passato nella sua lunga carriera dal teatro – Shakespeare, Molière e Brecht fino all’amatissima commedia dell’Arte – al cabaret, dal cinema alla televisione, immergendosi appieno nelle tematiche dell’attualità e dalla rappresentazione dei classici antichi e moderni. Ha lavorato con Dario Fo e la Compagnia del Teatro dell’Elfo, facendosi conoscere al grande pubblico grazie alla trasmissione televisiva “Su la testa!”.
Vincenzo Costantino, conosciuto come Cinaski, è poeta e narratore, ma più che altro reader e comunicatore, promotore di un nuovo modo di fare poesia, una poesia vicina al pubblico, contaminata dai suoni, dalla voce e dalla musica. E’ conosciuto per le importanti collaborazioni con Vinicio Capossela.