ANDREA SCANZI proposta spettacoli

Shine On
L’inaudita bellezza dei Pink Floyd

di e con Andrea Scanzi
e Floyd On The Wing

Gianluca Di Febo : Vocal & Synth
Giuseppe Cantoli : Guitar & Vocal
Nicola Di Noia : Bass & Vocal
Fabrizio Palermo : Keyboards & Vocal
Alessio Palizzi : Bass
Manuela Limina : Vocalist & acoustic guitar

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Un concerto-spettacolo sui Pink Floyd: è questo “Shine on”. Scritto e interpretato dal grande pinkfloydyano Andrea Scanzi, da anni anche uomo di teatro (Giorgio Gaber, Fabrizio De André, Ivan Graziani) oltre che giornalista e scrittore, lo spettacolo si avvale delle irresistibili interpretazioni dei Floyd On The Wing. Un racconto ricco e appassionato, pieno di curiosità e trasporto. “Shine On” riserva larga parte della sua attenzione al periodo che va dagli inizi col diamante pazzo Syd Barrett al dominio creativo di Roger Waters (intervistato da Scanzi nel 2017 a New York), fino alla magniloquenza epica di “The Wall”. Lo spettacolo regala versioni oltremodo ispirate di alcuni tra i grandi classici dei Pink Floyd. Time, Wish You Were Here, Comfortably Numb. E molte altre perle. Cento minuti di aneddoti. Rivoluzioni. E musica di inaudita e sempiterna bellezza. Uno spettacolo-concerto semplicemente imperdibile.

Durata: 100 minuti

Floyd On The Wing è un progetto nato dalla passione della omonima band pescarese come omaggio ai Pink Floyd.

Riconosciuta dalla stampa e dall’opinione pubblica come una delle band più fedeli d’Italia i “Floyd On The Wing“ si attengono ai Floyd originali sia come strumentazione che come Line Up. E, per questo motivo, oltre al cantante solista, sono presenti quattro strumentisti che dispongono di un set up affine a quello dei Floyd stessi. Negli anni 2006/2007 sono scelti per la rappresentazione nazionale del musical “ The Wall” organizzato dal “Pescara Dance Festival”. Nel 2014 nasce la collaborazione con la scuola di ballo “New Step” e realizzano lo spettacolo “J-The Rockstar“ diretto e coreografato da Americo Di Francesco. Nel 2016 un doppio tour li vede protagonisti nella Svizzera francese.

Importanti collaborazioni si susseguono:

Nel 2016 con Durga McBroom, corista dei Pink Floyd, e nel 2017, nella settimana mozartiana, con Durga e Lorelei McBroom.
Nel 2019 Andrea Scanzi firma uno spettacolo scritto appositamente per i “Floyd On The Wing”.

Con una media di 90 concerti l’anno, i Floyd On The Wing hanno raggiunto un pubblico di oltre 150.000 persone.

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E pensare che c’era Giorgio Gaber

di e con Andrea Scanzi
Direttore di Scena  Simone Rota

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Lo spettacolo si incentra sul Giorgio Gaber teatrale, quello che ha il coraggio di uscire dalla tv e che entra con Sandro Luporini nella storia.

Tutto nasce da un’idea di Andrea Scanzi, gaberiano doc; giornalista e scrittore aretino che si è laureato ad Arezzo nel 2000 su Gaber, De André e i cantautori di quella generazione. Scanzi conosceva Gaber, che di lui amava dire: “Ma perché questo ventenne sa tutto di me?”. Se non fosse stato malato, Gaber sarebbe stato correlatore nella sua tesi di laurea.

“Ho visto per la prima volta Giorgio Gaber nel ’91 a Fiesole ed è da allora che gli voglio bene; sono terrorizzato dall’idea che la sua memoria si perda. Il nome Gaber lo conoscono tutti, ma se vai a scavare ti accorgi che Giorgio Gaber è conosciuto solo in modo superficiale. Il Gaber più forte, quello più geniale, è spesso quello che meno si conosce. Sono convinto che Gaber e Luporini siano stati profetici almeno quanto Pasolini. In ogni loro canzone e monologo ci sono degli elementi di lucidità, profezia e forza che sono qualcosa d’incredibile. La presenza scenica, la mimica, la lucidità profetica, il gusto anarcoide per la provocazione, il coraggio (a volte brutale) di “buttare lì qualcosa” e l’avere anticipato così drammaticamente i tempi, fanno del pensiero di Gaber-Luporini, oggi più che mai, un attualissimo riferimento per personaggi della politica, dello spettacolo, della cultura, del nostro sociale quotidiano. E pensare che c’era Giorgio Gaber è uno spettacolo per non dimenticare un artista eccezionale. Sarà la versione aggiornata e rivisitata del mio Gaber se fosse Gaber, che ho messo in scena 150 volte. La regola è chiara: sono disponibile a portarlo in tutti quei Comuni che, oltre a mettere in scena lo spettacolo, si impegneranno a intitolare una via, una biblioteca, o cosa riterranno più opportuno, a Giorgio Gaber. Viva Gaber!”

La durata dello spettacolo è di circa 1 ora e 30 minuti, si articola in una narrazione e da video proiettati sul maxischermo con le esecuzioni di Gaber.
Regia e direzione di scena di Simone Rota
Lo spettacolo ha il patrocinio della Fondazione Giorgio Gaber.

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Fuochi sulla collina

Testi e voce narrante: Andrea Scanzi
Musiche e arrangiamenti: Filippo Graziani

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Pochi musicisti italiani sono stati autenticamente rivoluzionari come Ivan Graziani, il primo a far davvero dialogare rock e cantautorato. Amato ancora tanto ma mai ricordato abbastanza, “Fuochi sulla collina” è l’incontro-spettacolo concepito dal figlio Filippo, che lo interpreta come nessuno, e da Andrea Scanzi, che a teatro ha già portato con successo Giorgio Gaber e Fabrizio De André. Non un tour vero e proprio, ma una serata speciale da sfoggiare quando occorre farlo. Nei luoghi giusti, nei contesti giusti. Il titolo fa riferimento a una delle canzoni più ispirate della musica italiana, “Fuoco sulla collina”, ma allude anche alla maniera del tutto personale che aveva Ivan Graziani nel declinare le sue tematiche. Negli anni affollati – i Settanta – in cui la musica d’autore si impegnava dichiaratamente, e a volte didascalicamente, Ivan cercava sempre una via tutta sua: poca politica, ma tanto sociale. Testi immediati, ma per niente semplici. E una capacità rara di inventare trame sonore mai scontate, nonché felicemente azzardate. Lo spettacolo alterna la narrazione di Scanzi alle interpretazioni di Filippo. Entrambi ne ripercorrono la carriera e i mille snodi, cercando di stanare non solo i brani più noti (Lugano addio, Taglia la testa al gallo, Monna Lisa, Pigro), ma anche gli episodi meno famosi: i ritratti stralunati (Io che c’entro), gli squarci di provincia (Scappo di casa), gli scherzi ispirati (Motocross), la smisurata ritrattistica femminile (Paolina) e le incursioni noir (Fango). Chitarrista personalissimo, presente in dischi preziosi di Lucio Battisti e Francesco De Gregori, Ivan Graziani era capace di azzardi spericolati (Il topo nel formaggio) e trame oltremodo evocative (Olanda). E’ stato un pioniere mai banale e goliardicamente rivoluzionario, ironico e dannunziano, eclettico e spiazzante. Nient’affatto etichettabile e per nulla disimpegnato, casomai impegnato a modo suo. Ricordarlo, oltre che è un dovere, è un piacere che Filippo Graziani e Andrea Scanzi concedono a se stessi – sul palco hanno davvero l’aria di chi si diverte – e condividono con il pubblico. Un ricordo senza cascami agiografici, ma con tanto affetto. E non meno riconoscenza.

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E PENSARE CHE C'ERA GIORGIO GABER

Spettacolo teatrale

FUOCHI SULLA COLLINA

Spettacolo teatrale

Shine On
L’inaudita bellezza dei Pink Floyd

Spettacolo Concerto

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