ANTONIO CORNACCHIONE proposta spettacoli

D.E.O. ex MACCHINA
Olivetti … un’occasione scippata

di e con Antonio Cornacchione
collaborazione ai testi Massimo Cirri

scenografia e video mapping Alessandro Nidi

 collaborazione all’ideazione e regia: Giampiero Solari

Con il patrocinio di
Associazione Archivio Storico Olivetti
Olivetti spa
CSC – Archivio Nazionale Cinema Impresa

produzione Amicor Sas

La vera storia della D.E.O. raccontata da uno che non c’era, che sarebbe diventato impiegato Olivetti dopo e Cornacchione poi.

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“Durante gli anni impiegatizi passati alla Olivetti ho sentito favoleggiare a lungo della sua Divisione Elettronica e dei giovanissimi ricercatori coordinati da Tchou. La voce più insistente era quella che li voleva tutti matti, una via di mezzo tra Archimede Pitagorico e Jim Morrison! Ho fatto le mie ricerche: sì, lo erano!”

Cornacchione ripercorre la storia della D.E.O., dagli entusiasmanti anni di Barbaricina fino ad arrivare alla situazione attuale frutto delle varie ristrutturazioni aziendali degli anni passati. Alcuni rami sono vivi e vegeti e addirittura rilanciati nel campo informatico, altri sono morti o finiti in mani poco onorevoli … perché, come dice il saggio, solo conoscendo il passato si può capire il presente.

Presentazione di Antonio Cornacchione.

Alcuni studiosi affermano che il nostro Paese ha perso la sua capacità produttiva in settori industriali nei quali negli anni 60 era all’avanguardia. È il caso dell’informatica o della chimica.
Hanno ragione. Non c’è bisogno di studiare molto per vedere una realtà che è sotto gli occhi di tutti.
Oggi quasi tutti i politici promettono assegni in bianco a fine mese, ma nessuno parla di rilancio della nostra Industria e della necessità di una seria incentivazione alla ricerca.
Basterebbe prendere esempio da Adriano Olivetti che già a metà degli anni 50 (quando per molti italiani persino il Televisore era un oggetto misterioso) fece nascere a BARBARICINA, in provincia di Pisa, il primo centro di ricerca elettronica la cui attività sarebbe servita per progettare il primo calcolatore elettronico poi costruito interamente in Italia.
Di questo centro di ricerca ho sentito favoleggiare per anni durante i miei anni impiegatizi passati alla Olivetti: si raccontava che fossero dei ricercatori giovanissimi scelti personalmente dal capo della Divisione Elettronica, il cinese Mario Tchou.
C’erano matematici, ingegneri, periti elettronici e meccanici. Provenivano da tutta italia, lombardi, romani, napoletani, ma anche dal resto del mondo. Quindi inglesi, canadesi, americani e così via. Ma la voce più insistente era quella che li voleva tutti matti. Una via di mezzo tra Archimede Pitagorico e Jim Morrison! Ho fatto le mie ricerche e non posso fare altro che confermare la voce: Si, Lo erano!
L’atmosfera che si respirava nella villa, sede del centro ricerche, era del tutto anticonvenzionale. In assoluta controtendenza rispetto alla rigidità della vita in fabbrica di operai e impiegati. Possiamo dire che il Centro ricerche Olivetti di Pisa anticipava la mistica del Garage di Steve Jobs (forse Steve si è ispirato alla OLIVETTI?).
Dalla esperienza di BARBARICINA nascono, alla fine degli anni ’50 i primi calcolatori italiani della serie ELEA. le cui applicazioni future non erano nemmeno prevedibili. Effettivamente, più che la Scienza ci sarebbe voluta la Chiaroveggenza! Uno di questi viene regalato al Ministero del Tesoro… (unico caso di Privato che sovvenziona lo Stato) Ma soprattutto nasce il Primo calcolatore da tavolo al Mondo: la P101 chiamata affettuosamente Perottina, dal nome del suo inventore, Pier Giorgio Perotto. La macchina viene presentata alla fiera di New York del 1965. Gli americani sono entusiasti. I dirigenti OLIVETTI meno. Dicono che una macchina così non abbia mercato. Come i ferrovieri che, alla vista della prima automobile, dissero: NON FUNZIONA! NON SOSTITUIRA’ MAI IL TRENO!
Così OLIVETTI non approfitta della posizione di monopolio in cui si è venuta a trovare e lascia campo libero alla concorrenza agguerrita di americani e inglesi.
Questo spettacolo vuole raccontare, con le dovute libertà narrative, la storia della Divisione Elettronica Olivetti dai primi anni entusiasmanti di BARBARICINA, alla vendita della Divisione elettronica agli Americani (con il colpevole disinteresse dei governanti di allora), alla situazione attuale, frutto delle ristrutturazioni che si sono susseguite negli anni con la vendita di alcuni rami della OLIVETTI a una serie infinita di società per poi finire in mani poco onorevoli, mentre per fortuna la parte più cospicua è ancora attiva nel campo dell’elettronica.
Conosceremo i ricercatori eroici che portarono l’elettronica Italiana a competere nel mondo. Parleremo di Adriano Olivetti, Mariano Rumor, e altri protagonisti dell’epoca.
Racconterò di mie esperienze alla OLIVETTI, le mie MEMORIE DI UN IMPIEGATO.

Dice il saggio: Solo conoscendo il passato si può capire il presente. Infatti: i politici di oggi parlano di disoccupazione e cervelli in fuga. Ma queste cose sono frutto delle scelte politiche di allora. Prendiamone atto per non correre il rischio di diventare una colonia industriale di altri paesi.

Nota a margine. Il capo del centro ricerche Olivetti era un Cinese naturalizzato Italiano che aveva fatto gli studi in America. I ricercatori da lui assunti erano Italiani, Inglesi, Canadesi. Tutti insieme hanno ottenuto risultati eccellenti nel campo della innovazione elettronica Mondiale.
La loro esperienza può essere da esempio positivo per tutti quelli che oggi parlano di fallimento del multiculturalismo?

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Noi siamo voi
Votatevi!

di e con Antonio Cornacchione e Sergio Sgrilli
consulenza drammaturgica e regia Renato Sarti
musiche originali Sergio Sgrilli

distribuzione Epoché ArtEventi, Menti Pensanti, Teatro della Cooperativa

Noi siamo per la gente, con la gente e in mezzo alla gente. Capito gente? Noi siamo voi e voi siete noi. Insomma, decidiamo insieme chi siamo?

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L’Italia come sempre è nel caos. Maggioranze di varia natura non sono riuscite a risolvere i problemi endemici del Paese.

Secondo Antonio Cornacchione e Sergio Sgrilli gran parte della colpa è dell’elevato numero di partiti politici e per questo propongono una geniale soluzione: fondarne un altro!
I nostri due eroi hanno deciso di scendere in campo, sì anche loro. Del resto nel nostro Paese, negli ultimi anni, la comicità e la politica sono sempre andate d’accordo. E sembra ormai che solo il comico sappia parlare alla pancia degli Italiani e possieda il curriculum giusto per governare la Nazione.
Quindi, i due neopolitici, fautori di una nuovissima politica che non si è mai vista prima, hanno deciso di incontrare i loro potenziali elettori nei teatri di tutta Italia.
I cittadini presenti in sala saranno invitati a confrontarsi con gli aspiranti candidati Cornacchione e Sgrilli sui temi del nostro tempo: ambiente, emigrazione, lavoro, scuola, cultura, sicurezza.

«Abbiamo bisogno di attivisti pronti a collaborare con noi per creare un partito – se poi sarà un’associazione, un gruppo solidale, un dopolavoro ferroviario lo capiremo strada facendo – di sostenitori propositivi con cui decidere il simbolo, l’inno, in quale quartiere affittare la sede, quante penne acquistare e, soprattutto, con cui redigere l’atto costitutivo», così arringano i due salvatori della Patria.

«Il nostro programma lo fate voi, noi siamo per la gente, con la gente e in mezzo alla gente. Capito gente? Noi siamo uno di voi, anzi due. Noi siamo voi e voi siete noi. Insomma, decidiamo insieme chi siamo!»

Questa è la nuova politica.

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