FLAVIO OREGLIO proposta spettacoli

Cabaret: l’arte ribelle

di e con Flavio Oreglio

con la collaborazione e i materiali dell’Archivio Storico del Cabaret Italiano

ARCHIVIO STORICO CABARET ITALIANO

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Lo storytelling Cabaret: l’arte ribelle racconta la storia nascosta di un’indole mai sopita e mai doma, caratteristica degli spiriti liberi e critici, perennemente fuori dalle regole del tempo in cui si manifestano. Narra le vicissitudini di una torta (il cabaret) e dei suoi ingredienti, basandosi sui documenti dell’Archivio Storico del Cabaret Italiano raccolti nel libro L’Arte ribelle pubblicato da Sagoma Editore nel 2019.

Il cabaret non ha niente a che spartire con i comici, anche se nel cabaret spesso si ride, il cabaret è un’odissea letteraria, che va dai poeti del circolo “Les Hydropathes” di Emile Goudeau a Bertolt Brecht, dalle parole in libertà dei Futuristi alle frasi fulminanti di Marcello Marchesi, Achille Campanile ed Ennio Flaiano… è la gloriosa avventura della canzone d’autore, che parte dalla chanson canaille di Aristide Bruant e arriva a Gaber, Jannacci, Valdi e i Gufi passando dai maestri Georges Brassens, Boris Vian, Jacques Brel, senza dimenticare i Cantacronache e il Nuovo Canzoniere Italiano… è storia di teatranti, da Petrolini, Cecchelin e De Angelis al Teatro dei Gobbi, Paolo Poli e al trio Fo-Durano-Parenti.

Prendendo spunto da tutto questo, Oreglio, con il suo stile inconfondibile fatto di canzoni, monologhi e letture, propone digressioni, osservazioni e chiacchiere che proiettano gli spettatori in una dimensione divertente, ma soprattutto ricca di autentiche sorprese.

RECITAL

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Conciso e senza fronzoli, raffinato e popolare, lo spettacolo Recital mette in scena un saggio della personale “via ludica all’impegno” di Oreglio, sicuramente uno degli artisti più versatili e completi del nostro tempo. In Recital, tra parole, musica, prosa, letture e canzoni – in quel perfetto stile “musicomedians” che da sempre contraddistingue i suoi spettacoli – Oreglio esprime il suo personalissimo punto di vista su alcuni dei più importanti temi dell’attualità: dal linguaggio alla comunicazione, dall’informazione al quotidiano, dal potere alla ribellione. L’obiettivo è semplice: scovare gli aspetti stridenti e tragicomici della vita, mostrando quei lati umani più che “politici” che ci proiettano in una miriade di piccoli viaggi divertenti, scovando l’uomo nudo nelle sue relazioni essenziali con se stesso con gli altri e con il mondo.

Cos’è cambiato negli ultimi trent’anni o negli ultimi sei millenni? Poco. Nihil novum sub sole… Oreglio insiste su questo aspetto. Irriverente senza essere offensivo, più filosofo che politico, Oreglio osserva come la “rivoluzione culturale” costituisca un tratto più importante rispetto alla semplice e banale “rivoluzione politica” fatta di volti che cambiano o che si vogliono cambiare. “Se non cambia la testa delle persone, la politica non cambierà mai. Il problema però è che per cambiare la testa delle persone occorre cambiare la politica… Questo paradosso mi spinge a ritenere – forse – insuperabile lo status attuale.. ma non ce n’è come ragionarci sopra per divertirsi

C’è spazio per tutto: per i sogni, i pensieri, i ricordi, per gli eroi e le persone comuni; d’altro canto, parlare, sognare, discutere, analizzare e ridicolizzare sono le uniche armi a disposizione dei non violenti per resistere in un mondo così confuso e convulso come quello di oggi.

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DAVID RIONDINO e FLAVIO OREGLIO
in Cabaret Concerto

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Musica e parole.

Un binomio semplice ma dalle potenzialità infinite.

Musica e parole per raccontare … musica e parole per sorridere… musica e parole al servizio di due voci narranti frutto di stili completamente diversi ma perfettamente assonanti.

Flavio Oreglio e David Rondino realizzano un “incontro a due col libero pensiero” e utilizzando i linguaggi della canzone d’autore, della poesia e del monologo.

Si parla di storia e di memoria, delle relazioni con gli altri e di politica, di piccoli e normali fatti quotidiani e dei grandi temi della cultura e della tradizione. Lo spettacolo è il frutto dei discorsi incrociati di due artigiani del linguaggio, che manipolando abilmente l’elemento duttile della parola – profondo e leggero al tempo stesso – lo modellano di volta in volta nelle forme del monologo e della canzone, mostrando sempre tra le righe un gioco fatto di pensieri obliqui, nascosti, e continuamente in equilibrio tra la rabbia e il sorriso.

Un vero concerto che sposa il teatro di parola, un incontro per sorridere pensando.

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